mercoledì 23 luglio 2014

Io con la scrittura non c'entro niente

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU FACEBOOK IL 23.07.2014

Come diceva Caparezza di se stesso e della musica.
Io non sono uno scrittore famoso. In nove anni ho pubblicato sei libri, i primi quattro dei quali con due case editrici – con tutto il bene che si può voler loro (e nel mio caso non è poco) – decisamente piccole, e solo gli ultimi due con un’editrice più grande, dove sono andati "benino". Nella migliore delle ipotesi mi si può definire un autore di catalogo.
E poi, andiamo, scrivo fantasy. La feccia della letteratura. La pietra dello scandalo di tutte le guerre tra blogger. La materia prima di ogni parto deforme. E come se non bastasse io scrivo pure fantasy commerciale.
In quasi un decennio, su di me e sui miei libri ne ho sentite di ogni. E se considerate che per partito preso evito come la peste di leggere recensioni che mi riguardino – a meno che il recensore non me le segnali esplicitamente, nel qual caso è ovvio che leggo e ringrazio – che non ho un blog, che non partecipo ad alcun forum e che non ho cercato il mio nome su Google una sola volta in vita mia (liberi di non credermi), immaginatevi quante ne averi potute sentire se avessi fatto anche queste cose.
Mi hanno detto che sono un genio, che sono un ipocrita, che si vede benissimo che non ho mai studiato un cazzo di tecnica scrittoria, che conosco la tecnica scrittoria così bene che dovrei insegnarla, che sono un saggio e si capisce dai miei libri, che sono un represso e si capisce dai miei libri, che sono coltissimo, che sono ignorante come una capra, che ho scritto capolavori, che sono un autore di harmony (non scherzo), che sono originale, che sono trito, che meriterei di vendere molto di più e che in un mondo civile non avrebbero nemmeno dovuto pubblicarmi.
C'è stato pure chi si è attaccato alla fascetta pubblicitaria di Godbreaker che mi paragonava a Gaiman (fascetta della cui esistenza io nemmeno sapevo prima di vederla) per spiegare che no, Tarenzi non è come Gaiman, Gaiman è più bravo. Alla faccia del senso del ridicolo, direte voi.
io certe volte vorrei poter dire che, come suggeriva Kipling, "vado incontro al Trionfo e al Disastro e tratto quei due impostori allo stesso modo". Ma la verità – l'unica e la sola – è che sono contento di aver scritto e di continuare a scrivere per DUE motivi soltanto:
1. grazie ai miei libri ho incontrato quasi tutte le persone migliori che conosco, quelle che stimo e che mi stimano, quelle a cui voglio più bene e che più me ne vogliono;
2. scrivere mi costringe a non smettere mai di immaginare. E questo – in culo ai manuali, ai corsi di scrittura, ai blog, alle recensioni, al self-publishing, agli editori, alle vendite, ai lettori precisini della fungia – è l’unica cosa che conta. Prima di imparare a scrivere, prima del POV, prima degli avverbi, prima delle sottotrame-quant-so'-figo-quanto-so'-profondo, prima del dieselpunk vs. clockpunk vs. newpostdarkweird, se non immagini sei fottuto. Non come scrittore: come persona.

Il resto può anche non esserci. Sì, potete pure scazzare il POV e scrivere storie di vampiri innamorati.
Io se non immaginassi sarei fottuto. In una vita come questa, immaginare è l'unica cosa che mi rende almeno un po' libero.
Poi lo so che la gente legge questi miei post su FB e pensa che io stia facendo outing o qualcosa di simile.
No, mi sto solo sfogando un po'. Ogni tanto ne ho bisogno pure io.

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