venerdì 6 aprile 2012

The Uncertain Places di Lisa Goldstein


ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU URBANFANTASY.HORROR.IT IL 05.04.2012

The Uncertain Places di Lisa Goldstein
Quando le fiabe non hanno proprio nulla di romantico

Visto che la moda del momento sono le fiabe, offro il mio contributo. Ma anziché libri che parlano di streghe cattive, changeling disadattati o bellissimi principi fatati perdutamente innamorati di ragazzine mortali vi propongo qualcosa di diverso, e di assai meno rassicurante: The Uncertain Places di Lisa Goldstein.
Premetto che questo è un romanzo che dà il meglio di sé al lettore che non sa cosa aspettarsi (io l’ho letto senza conoscere nulla della trama), quindi se vi fidate del mio consiglio non proseguite con l’articolo ma andate di corsa a comprarvi il libro.
Se invece volerne saperne di più…
Negli anni Settanta nei dintorni di Berkeley, tra strade invase di hippie colorarti, strafatti e un po’ incazzati con il governo, vive una famiglia fatta di sole donne – madre divorziata e tre figlie – diversa da tutte le altre: sta in una casa ottocentesca circondata di vigneti, non ha un solo problema al mondo e qualunque cosa i suoi membri intraprendano, che si tratti di studio, carriera, arte o persino attività criminali, riesce sempre perfettamente. Una fortuna che non ha niente di naturale, e che non viene senza un prezzo: obbedendo a un patto siglato nell’Europa del Seicento tra il capostipite della famiglia e un’entità misteriosa, a ogni generazione una figlia femmina cade nel sonno e dorme per sette anni, mentre il suo spirito – o meglio ancora il suo "doppio" – viene tenuto prigioniero… altrove.  E così è stato per secoli.
Ma quando una di queste vittime designate si trova per fidanzato un ragazzo ignaro di tutta la faccenda ma intelligente, tenacissimo e assolutamente deciso a trarre in salvo la sua ragazza, la stabilità del patto è minaccia e le entità che ne traggono beneficio scendono in campo per dare battaglia.
The Uncertain Places è innanzi tutto un romanzo oscuro, che riesce – impresa non da poco nel panorama urban fantasy odierno – a restituire le creature fatate alla dimensione inquietante, a metà tra sogno e incubo, della tradizione fiabesca più antica. Il loro è un mondo del tutto alieno al nostro, grottesco nel migliore dei casi e infernale in tutti gli altri, che gronda come un’emorragia nella nostra realtà laddove i confini tra le due dimensioni si fanno indistinti (i "luoghi incerti" del titolo) per portare doni ambigui ed esigere in cambio prezzi spaventosi.
E in effetti un terribile senso di ambiguità pervade tutta la storia, a partire dai protagonisti, che scoprono sulla loro pelle che cosa significa dover scegliere tra il ‘fare la cosa giusta’ e una vita baciata da una fortuna unica al mondo: niente sfiga, niente incidenti o malattie, successo garantito dalla culla alla tomba. Vuoi diventare ricco? Vuoi essere famoso? Una rockstar? Un attore di Hollywood? Ci provi, e funziona. Sempre. E in cambio non si deve uccidere nessuno: basta consegnare una ragazza all’uso e all’abuso del mondo fatato per sette anni della sua vita. Ok, ogni tanto qualcuna ci resta secca, ma è molto raro. E comunque la colpa è dei fatati, chiaramente.
Che dite, l’idea non vi tenta nemmeno un po’?...
L’alternativa è mettersi contro creature millenarie che hanno dato vita a incubi e leggende. Esseri che possono entrare nella tua vita in ogni momento, come un morbo, che ti osservano dagli occhi degli uccelli sui cornicioni, che ti ritrovi di fianco mentre cammini per strada, pronti a trascinarti via dal tuo mondo e a tenerti schiavo nel loro, a recitare per sempre versioni orride e deformi delle fiabe che leggevi da bambino (nota totally nerd per i giocatori di ruolo: a chi ama Changeling: the Lost questo libro piacerà un botto).
Certo, puoi tentare di patteggiare con loro, come i mortali fanno da sempre, e ti vedrai offrire tesori incantati e poteri sovrumani in cambio di richieste apparentemente ragionevoli. Un gioco in cui i fatati sono maestri, e di cui tu non conosci le regole. E la posta si calcola in vite umane.
Ma non saresti completamente disarmato: avresti le fiabe dalla tua parte. Proprio quei racconti che i fatati stessi hanno tentato inutilmente di sradicare dalla conoscenza dei mortali, che ti rivelano – almeno in parte – come ragionano e che cosa vogliono i tuoi avversari.
Saresti in grado di usare le fiabe come un’arma da guerra?
E se anche riuscissi a batterli al loro gioco e riavere indietro la tua innamorata, cosa faresti accorgendoti che non basta questo a cacciare il loro mondo via dalla tua vita?
Al netto di tutto ciò, The Uncertain Places non è un romanzo ‘facile’: la trama superficialmente lineare nasconde un gioco di rimandi complesso e ambizioso, che potrebbe farvi venir voglia di rileggere la storia più volte a caccia di ‘quel che non avevate notato la prima volta’, e magari – come è accaduto a me – farvi fermare a metà lettura per domandare a voi stessi “Ok, ma io che decisione avrei preso, se mi fossi trovato in una situazione come questa?...”
E, ve lo garantisco, non troverete una risposta semplice.

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